Vincenzo, ragazzo seviziato col compressore ritorna a casa

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Vincenzo, il ragazzo 14enne seviziato col compressore lo scorso 7 ottobre, è tornato a casa, nel suo quartiere a Pianura.

“Io non mollo mai – dice Vincenzo uscendo dall’ospedale – E oggi sono ancora più forte di prima. La forza me l’ha data questa storia e chi mi è stato vicino. Non sono mai stato solo. Ora vado avanti”. Il primo obiettivo è vicino e molto semplice: la partita del Napoli. “Avevo chiesto ai dottori di poter vedere la partita a casa mia, ma non ci speravo”, sorride abbassando lo sguardo.

Il corteo per Vincenzo
Il corteo per Vincenzo

A Pianura, ad attenderlo ci sono il cugino Andrea, il fratello più piccolo e gli zii. Hanno preparato uno striscione che hanno appeso tra i balconi: “Bentornato a casa Vincenzo”, con un piccolo cuore.

Quando Vincenzo arriva parte l’applauso.

“Con Iacolare e la sua famiglia non abbiamo avuto rapporti – dice Lello, il padre di Vincenzo – noi abbiamo il nostro calvario. Lui avrà il suo”. Gli altri due ragazzi presenti all’aggressione invece “sono venuti subito in ospedale e ci sono stati vicini. Ci hanno chiesto scusa e ci hanno spiegato che cosa era accaduto”.

“La strada è tutta in salita – dice Stefania, la madre – La prima difficoltà è questa casa. Quattro piani senza ascensore sono troppi. Il dottore ha detto che non deve fare sforzi”.

“Aiutavo in casa una signora al Vomero per 400 euro al mese, ma da due settimane io sono rimasta accanto a mio figlio in ospedale e ho perso il lavoro. Dovrò stare con lui nei prossimi mesi. Non mi posso muovere” spiega ancora la madre. Il marito di Stefania, carrozziere, fa piccoli lavori occasionali: “Se almeno lui trovasse un lavoro. Ora più che mai ci aspettano momenti difficili. Vincenzo ha bisogno di cure”.