Test del Dna, chi lo rifiuta è padre per legge

0
La legge è uguale per tutti
La legge è uguale per tutti

Chi rifiuta di fare il test del Dna, per la legge è automaticamente il padre.

Lo ha deciso il tribunale civile di Roma stabilendo allo stesso tempo che, nel caso in questione, vanno considerati prescritti gli obblighi economici del genitore naturale.

Insomma, colui che non si è mai occupato del figlio non dovrà risarcire l’altro genitore per tutti gli anni di vita del bambino passati senza versare un euro per il mantenimento.

Il caso nasce dalla domanda di una madre e di un figlio che avevano fatto causa civile al padre biologico per il riconoscimento della paternità e per avere anche gli arretrati economici in relazione alle spese anticipate dalla madre per il mantenimento del figlio. Madre e figlio chiedevano anche il risarcimento del danno esistenziale, subìto da entrambi, per il mancato riconoscimento spontaneo da parte del padre.

Questo però si dichiarava del tutto estraneo alla paternità e di sottoporsi al test del Dna non ne voleva sapere. Con la sua sentenza il tribunale di Roma lo ha comunque riconosciuto padre naturale del bambino, considerando il rifiuto al test «in modo tendenzialmente coerente con il grado di efficacia probatoria dell’esame e non alla stregua di un qualunque altro comportamento omissivo».

Il figlio ha quindi diritto a entrare nell’asse ereditario del padre. Le spese sostenute dalla madre non dovranno essere invece risarcite dal padre, per questo aspetto economico è scattata la prescrizione. Non è stato riconosciuto nemmeno il risarcimento per il danno esistenziale subito.