Terra dei fuochi, stop vendita frutta e verdura da questi Comuni: qui la lista completa

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Terra dei Fuochi
Terra dei Fuochi

Vietata da subito la vendita di prodotti agricoli provenienti dalle aree a rischio nella Terra dei Fuochi. Il Governo ha presentato i risultati scientifici delle indagini sulla mappatura dei terreni destinati all’agricoltura della Campania. Su un totale di 1.076 chilometri quadrati di terreni ‘mappati’ in 57 comuni prioritari (33 nella provincia di Napoli e 24 in quella di Caserta) solo il 2% – cioè 21,5 km quadrati, di cui 9,2 destinati all’agricoltura – sono “aree ritenute sospette”. Questo l’elenco dei 57 Comuni mappati:

PROVINCIA DI NAPOLI (33 COMUNI) Acerra, Afragola, Caivano, Calvizzano, Casalnuovo di Napoli, Casamarciano, Casandrino, Casoria, Castello di Cisterna, Cercola, Crispano, Frattamaggiore, Frattaminore, Giugliano in Campania, Marano di Napoli, Mariglianella, Marigliano, Melito di Napoli, Mugnano di Napoli, Napoli, Nola, Palma Campania, Pomigliano d’Arco, Qualiano, Roccarainola, San Giuseppe Vesuviano, Sant’Antimo, Saviano, Scisciano, Somma Vesuviana, Striano, Terzigno, Villaricca.

PROVINCIA DI CASERTA (24 COMUNI) Aversa, Carinaro, Casal di Principe, Casaluce, Casapesenna, Caserta, Castelvolturno, Cesa, Frignano, Villa di Briano, Gricignano di Aversa, Lusciano, Maddaloni, Marcianise, Mondragone, Orta di Atella, Parete, San Cipriano d’Aversa, San Marcellino, Sant’Arpino, Succivo, Teverola, Trentola-Ducenta, Villa Literno.

I ministri delle Politiche Agricole, Maurizio Martina, della Salute, Beatrice Lorenzin, e dell’Ambiente, Gian Luca Galletti assieme al presidente della regione Campania Stefano Caldoro presentano le conclusioni dell’indagine, secondo cui sono 51 i siti per cui è necessario proporre “misure di salvaguardia per garantire la sicurezza della produzione agroalimentare”, per un totale di circa 65 ettari, chiarisce Martina. Viene messo in chiaro che “da subito” – sottolinea Lorenzin – è vietato vendere prodotti ortofrutticoli dei terreni classificati ad un certo rischio ‘elevato’ (3-4-5). La vendita dei prodotti da zone a rischio “è consentita ad almeno una di queste condizioni: che le colture siano state già oggetto di controlli ufficiali con esito favorevole negli ultimi 12 mesi; che siano state effettuate indagini, su richiesta e con spese a carico dell’operatore, dall’Autorità competente, con esito analitico favorevole”. Quali sono allora quei Comuni, dalla lista dei 57, a rischio elevato? Sono Acerra, Caivano, Giugliano, Succivo, Villa Literno, Nola, Castel Volturno. In uno schema del Corriere del Mezzogiorno i Comuni vengono a loro volta suddivisi per classe di rischio e con tanto di coordinate geografiche dei terreni in questione (clicca qui).