Classificare un Serial Killer

La classificazione viene fatta in base ai motivi che spingono un uomo a diventare serial killer, oppure al modus operandi.

Se parliamo dei motivi che spingono i serial killer ad uccidere, allora la criminologia moderna ha individuato e suddiviso i serial killer in 4 grandi categorie: il missionario, il visionario, l’edonista e il dominatore.

Il MISSIONARIO afferma di uccidere perchè motivato da una missione etico-morale (ovviamente una morale distorta), che lo porta a prediligere come vittime una determinata categoria di persone. Per cui concentrerà i suoi omicidi, nel mondo delle prostitute, gay, drogati, alcolizzati ecc.. e solitamente la categoria che sceglie ha avuto un forte impatto negativo nella sua vita. Ad esempio, se si orienta verso i drogati o gli alcolizzati, è facile che uno dei suoi genitori lo fosse, ed attribuisce a questo motivo la violenza che è stato costretto a subire. Questa idea rafforza la convinzione di svolgere un bene per l’umanità, gli evita di poter percepire alcun tipo di rimorso e andrà avanti finchè non sarà catturato.

L’EDONISTA è semplicemente colui che uccide per il puro piacere di farlo. Trae gusto e soddisfazione nel sopprimere le vite altrui. Può essere spinto da una componente sessuale (nel qual caso di parlerà di una sottocategoria nota con il nome di lust killer), per cui il raggiungimento dell’orgasmo è necessariamente legato alla morte della vittima. A questo si accompagnano nella maggioranza dei casi altre parafilie post-mortem quali il sezionamento del cadavere, il cannibalismo, la necrofilia ecc.. da cui il killer non può prescindere e non può farne a meno. Se ciò che invece gli procura il piacere estremo è semplicemente il gusto di sfida verso le autorità, il senso del pericolo, allora saremo di fronte alla sottocategoria di edonista denominata thrill-killer.

Il VISIONARIO è solitamente un individuo con gravi turbe psichiche (schizofrenia in primis) che lo portano a soffrire di violente allucinazioni. In queste allucinazioni, che possono essere sia visive che uditive, crede di ricevere un messaggio divino, extraterrestre o comunque di un’entità suprema e superiore (solitamente Dio o Satana). La giustificazione che adduce alla sua condotta, è quella di un atto dovuto e di obbedienza, in funzione di un disegno superiore per il quale lui è stato scelto come tramite. Spesso si tratta di individui che hanno avuto un’educazione religiosa vigorosa e orientata al fanatismo. La maggior parte di essi presenta un quadro psichiatrico particolarmente complicato, con diagnosi di schizofrenia, paranoia e disturbi allucinatori.

Il DOMINATORE è il killer che ha bisogno di sentire il controllo sulla propria vittima, e che arriva ad ucciderla come sublimazione del controllo stesso, oppure perchè, essendo spesso un individuo socialmente inadeguato, non ha altro modo per poter controllarla e poterne disporre a suo piacimento. Non è raro che utilizzi droghe o alcool per arrivare a neutralizzare le resistenze ed anche in questo caso sono frequenti parafilie post-mortem, cannibalismo in special modo. L’eventuale stupro, mutilazione e/o altri atti inflitti al cadavere, in questo caso non hanno una vera e propria attinenza al soddisfacimento della sfera sessuale ma solo al totale controllo sulla vittima e all’idea di onnipotenza che ha di sè stesso.

Nel corso del tempo però si è visto che questo tipo di classificazione, sebbene potesse indicare il tipo di persona che si stava cercando, non serviva ad “uniformare” il giudizio degli inquirenti, i cui rapporti operativi spesso traboccavano di termini psichiatrici e medici. Si rese quindi necessaria un’ulteriore suddivisione degli assassini seriali. L’FBI così stilò un quadro, in cui classificava le diverse tipologie di serial killer sulla base del modus operandi e di come si presentava la scena del crimine. In questo caso le categorie si riducono a due: l’omicida organizzato e l’omicida disorganizzato. Sulla base del materiale raccolto durante le interviste agli stessi serial killer, sono stati stilate le caratteristiche predominanti dell’una e dell’altra tipologia.

  • ORGANIZZATO: E’ un individuo sessualmente adeguato, di intelligenza media o superiore alla norma. E’ integrato nella società e svolge lavori che richiedono abilità. Spesso occupa un alto grado di genitura, quasi sempre primogenito, ed ha avuto un’educazione in cui la disciplina era pressoche inesistente. Possiede un mezzo di trasporto in buone condizioni e, solitamente, vive con il partner. Pianifica l’aggressione, fa uso di alcool o droghe e mantiene un controllo delle emozioni durante l’atto criminoso. Esige una vittima che sia sottomessa al suo volere, sulla quale compie atti violenti prima della morte. Si rivolge ad individui sconosciuti. Trasporta la vittima in un posto che gli dia tranquillità e tende a nasconderne il cadavere. Sicuramente seguirà l’evolversi delle indagini attraverso i media. Non lascia armi o tracce sul luogo del rinvenimento del cadavere.
  • DISORGANIZZATO: Sessualmente inadeguato e di intelligenza inferiore alla norma. Quasi sempre estromesso dal contesto sociale, svolge lavori preferibilmente manuali o ripetitivi, che non richiedono specializzazione o abilità. Conosce la vittima e preferisce depersonalizzarla dopo la morte (ad esempio coprendole il volto) senza preoccuparsi di nasconderne il cadavere. Durante l’aggressione perde il controllo delle emozioni, lasciando tracce o prove sulla scena. Compie spesso atti sessuali sulla vittima solo dopo la morte di quest’utlima. Vive solo e quasi sempre vicino alla scena del crimine.