Scomparsa Francesca Benetti, criminologa: “Storia dell’auto significativa”

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“La storia dell’auto è una storia in sé dentro il processo molto significativa, che va ad incardinare uno degli elementi del capo di imputazione, che è la premeditazione. Proprio sull’auto ci concentreremo moltissimo in virtù di questo passaggio. Riporteremo una ricostruzione estremamente dettagliata molto presto, considerando che siamo a ridosso della nostra udienza tecnica”.

Così la criminologa Roberta Bruzzone, uno dei consulenti dell’avvocato Agron Xhanaj che assiste il fratello di Francesca Benetti. Bruzzone ne ha parlato dopo l’ispezione – stamane a Grosseto – all’auto che probabilmente trasportò il cadavere dell’ex insegnante scomparsa il 4 novembre 2013 da Gavorrano (Grosseto) e per la cui morte è accusato di omicidio volontario e occultamento di cadavere l’ex custode Antonino Bilella.

“Abbiamo avuto conferma della bontà di quello che noi riproporremo in corte di assise – ha proseguito Roberta Bruzzone -, ovvero di tutto ciò che secondo noi è avvenuto sia nella fase dell’aggressione mortale, sia nella fase dei vari passaggi che hanno portato all’occultamento oppure alla distruzione del cadavere”.

La criminologa insieme all’avvocato Xhanaj stamani ha partecipato a Grosseto all’ispezione alla Fiat Punto su cui, secondo l’accusa, Bilella avrebbe trasportato il cadavere della Benetti dopo averla uccisa a Villa Adua. Sul pianale dell’auto furono trovate macchie di sangue che il Ris accertò che appartenessero a Francesca Benetti.

Al sopralluogo, avvenuto nel piazzale del comando provinciale dei carabinieri, hanno partecipato anche i difensori di Bilella, avvocati Bruno Leporatti e Riccardo Lottini, con il loro consulente, professor Carlo Torre.