Roberta Ragusa, si va in Corte di Cassazione: deciderà se processare di nuovo il marito

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L’udienza è fissata al 17 marzo, Antonio Logli è stato prosciolto dal gup nel 2015, Roberta Ragusa è scomparsa nel 2012 a San Giuliano Terme (Pisa)

Il caso di Roberta Ragusa arriva alla Corte di Cassazione. La donna è scomparsa nel 2012 da San Giuliano Terme (Pisa). La Suprema Corte, nell’udienza del prossimo 17 marzo, dovrà valutare se vi sono indizi sufficienti per processare il marito Antonio Logli o se, invece, dover confermare la sentenza di ‘non luogo a procedere’ già pronunciata dal giudice dell’udienza preliminare nel 2015.

Roberta Ragusa scomparve intorno alla mezzanotte del 13 gennaio 2012, molto probabilmente dopo un litigio con Logli, poi accusato dalla procura pisana di averla uccisa e di averne distrutto il cadavere per non farlo mai più ritrovare. Gli indizi raccolti su di lui, tuttavia, non hanno convinto il giudice per l’udienza preliminare, Giuseppe Laghezza, che nel marzo scorso pronunciò una sentenza di non luogo a procedere accogliendo la tesi difensiva.
Il Logli, difeso dall’avvocato Roberto Cavani, ha sempre sostenuto che la scomparsa della moglie fosse riconducibile a un suo allontanamento anche in conseguenza di una possibile amnesia successiva a una caduta dalle scale avvenuta qualche giorno prima.

Antonio Logli - Sara Calzolaio
Antonio Logli – Sara Calzolaio

Un racconto che non ha mai convinto gli inquirenti, che anzi sono certi che sia stato l’uomo a farla sparire al culmine di una lite scoppiata quella notte quando la donna scoprì la relazione extraconiugale del marito con l’ex baby sitter Sara Calzolaio, divenuta nel frattempo ufficialmente la compagna di Logli. Secondo gli investigatori, Roberta Ragusa intorno alle 24 del 13 gennaio 2012 scoprì che Logli era al telefono con la giovane amica di famiglia e iniziò a litigare con lui.