Roberta Ragusa: ascoltata anche la terza misteriosa testimone

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Oltre a Loris Gozi e Silvana Piampiani, c’era anche un’altra donna in via Gigli la notte della scomparsa. Le indagini dei Carabinieri

Roberta Ragusa, caso prossimo all'archiviazione
Roberta Ragusa: ascoltata anche la terza misteriosa testimone

Due persone, una strada buia e un mistero ancora tutto da risolvere, mentre il tempo per le indagini sta per scadere. La notte della scomparsa di Roberta Ragusa, quelle poche ore che precedono il risveglio a casa Logli e le prime ricerche, sono al centro dell’analisi degli inquirenti.

Ma lo sono soprattutto le rivelazioni dei testimoni. In particolare quelle di Loris Gozi, il primo a parlare, e Silvana Piampiani, tra le ultime ad essere sentita dai carabinieri. Ma non ultimissima. Perché la misteriosa donna di cui in tanti a Gello parlavano e che avrebbe visto qualcosa è stata rintracciata e ascoltata.

Sulel rivelazioni di quest’ultima misteriosa testimone gli inquirenti mantengono il più stretto riserbo. Non sarebbe stata lei a farsi avanti, schiacciata dal peso di una verità che da due anni tiene solo per sé, piuttosto le voci di paese che da tempo indicano un terzo paio di occhi aperti in via Gigli avrebbero condotto gli stessi carabinieri a bussare alla sua porta.

Ma cosa potrebbe aver visto, o sentito, di più rispetto a Loris e Silvana?

La trasmissione Quarto Grado, lo scorso venerdì, ha ricostruito passo passo, minuto per minuto, le due testimonianze. Che possono incastrarsi alla perfezione l’una con l’altra nonostante Loris e Silvana abbiano detto di non essersi incrociati. Andiamo per ordine. La prima a passare per via Gigli quella notte è Silvana: esce in motorino per andare in farmacia intorno a mezzanotte e vede, quasi all’altezza dei binari che spezzano in due la via, una donna sola a piedi. Poco dopo, ecco Loris Gozi.

Sono le 24.30, è andato a prendere la moglie al lavoro in città e sta rientrando a casa. Passa i binari e incrocia una macchina, scura, come quella del marito di Roberta. E alla guida, Loris ne è certo, c’è Antonio Logli, solo.

Ne è sicuro perché proprio in quei giorni frequenta la sua scuola guida. Loris va a casa, non abita lungo la strada ma in una viuzza interna. Nel frattempo Silvana sta tornando indietro, si è dimenticata la ricetta.

Sono le 24.45 e ora la donna che aveva visto prima non è più sola: con lei c’è un uomo, sono lungo la strada vicini ad un’auto. A colpire Silvana è l’orario inconsueto, data anche la temperatura invernale, ma non nota urla o segni di lite. Quello che invece vede e sente chiaramente Loris all’una, quando esce per portare a spasso il cane. Poco più avanti rispetto a dove poco prima c’era l’auto con Logli, ora ci sono un uomo e una donna: litigano violentemente, lei urla di paura e lui la carica in auto con la forza, forse anche facendole sbattere la testa. Poi l’auto si allontana a gran velocità verso Pisa. Le grifa sono talmente forti che le sente anche la moglie di Loris, dalla sua casa con le finestre chiuse, a qualche centinaio di metri.

Poi Loris rientra ed esce Silvana, di nuovo: lungo la strada non c’è più nessuno ma in terra, in quel punto vede delle macchie di sangue, le stesse che Loris vedrà il giorno seguente. Gli orari coincidono: i due testimoni potrebbero aver visto senza mai essersi incontrati.