Raffaele Sollecito e Amanda Knox assolti, scena del crimine inquinata

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La Corte di cassazione ha assolto Raffaele Sollecito e Amanda Knox per non aver commesso il fatto. Non hanno ucciso Meredith Kercher, la studentessa inglese di 22 anni che nel 2007 frequentava l’università di Perugia. La suprema corte ha posto la parola fine a questa vicenda giudiziaria nota in tutto il mondo. Sono state azzerate tutte le responsabilità di Amanda e Raffaele perché il complesso probatorio era molto contraddittorio, tale da rendere impossibile il superamento dei dubbi e delie incongruità.

Le ipotesi, prima di questo verdetto, da ritenersi oramai definitivo, erano tre: la conferma della sentenza delia Corte d’appello di Firenze (28 anni di reclusione per Amanda e 25 per Raffaele), annullamento con rinvio o annullamento senza rinvio e quindi, appunto, assoluzione. Amanda, condannata a tre anni solo per il reato di calunnia nei confronti di Patrick Lumumba, ha già scontato la sua pena. Questa intricata vicenda giudiziaria ha un unico punto fermo e riguarda Rudy Guede, il solo degli imputati che ha optato per il rito abbreviato ed è stato definitivamente condannato a 16 anni di reclusione. Ne parliamo con avvocato Cataldo Calabretta, docente di Diritto dell’informazione ed esperto di criminologia. Avvocato, dopo otto anni Amanda e Raffaele sono stati  giudicati innocenti. L’unico colpevole riinane l’ivoriano Guede in carcere per omicidio e per la violenza sessuale perpetrata ai danni di Meredith.

Perché?

«La quinta sezione della Cassazione, presieduta da Gennaro Marasca, annullando la sentenza d’appello bis ci ha consegnato una nuova verità e ha aperto un nuovo dibattito su quello che è diventato fin dal 2007 un caso internazionale. L’unico colpevole rimane Rudy, inchiodato dalle tracce lasciate nella villetta di via della Pergola. La sua presenza quella notte nella casa di Meredith e Amanda non è mai stata messa in discussione e, per sua stessa ammissione, confermata ma spiegata con versioni differenti. Guede è stato condannato per omicidio che avrebbe commesso in concorso con  altri soggetti e non per esserne stato l’esecutore materiale. Quindi c’è ancora un assassino in libertà. Io ho sempre sostenuto che Raffaele Sollecito non fosse sulla scena del crimine la sera del primo novembre, ma ho avuto qualche dubbio circa la presenza di Amanda. In verità è doveroso sottolineare che i processi in capo ad Amanda e Raffaele sono stati unicamente indiziari».

«Il gancetto prelevato con guanti sporchi»

Che cosa significa?

«Sono sempre stati raccolti solo frammenti di indizi e le operazioni di repertamento nella casa di Meredith non sono state effettuate in modo corretto. La scena del crimine è stata più volte ‘inquinata”. Tutto ciò ha generato non poche complicazioni. Il Dna di Sollecito è stato isolato solo sul gancetto del reggiseno e non sulla stoffa intorno poiché, per poter sollevare il reggiseno, è necessario toccare anche la stoffa. E sulla stoffa del reggiseno è stato reperìato solo il Dna di Rudy. Quel gancetto è stato repertato ben 46 giorni dopo omicidio e, durante quel periodo, all’interno delia stanza della povera Meredith sono entrate tantissime persone. Quel gancetto, inoltre, è stato raccolto con dei guanti sporchi, come dimostra un filmato realizzato il 2 novembre 2007».

«Ora aspettiamo le motivazioni»

Ora quali sono gli scenari che potrebbero aprirsi a seguito di questa sentenza di assoluzione? Come valuta la posizione di Rudy Guede alla luce di quanto deciso dalla Cassazione?

«Intanto abbiamo evitato un incidente diplomatico tra Italia e Stati Uniti perché tale decisione non pone alcun problema circa l’eventuale richiesta di estradizione che, invece, sarebbe dovuta arrivare se ci fosse stata la conferma della condanna precedente. Onestamente questo è il momento di rispettare le sentenze e le persone coinvolte nonostante le polemiche e gli attacchi dei media americani e inglesi al nostro sistema giudiziario. Inoltre, la posizione di Rudy si è definita nel 2010. Nel carcere di Viterbo sta scontando la sua pena. Bisognerà, tuttavia, leggere le motivazioni dei giudici della suprema corte, che arriveranno entro novanta giorni dalla lettura del dispositivo. Poi i legali di Guede potranno fare le opportune valutazioni tentando di capire se ci sono le condizioni per poter richiedere la revisione, che è un mezzo di impugnazione straordinario in quanto esperibile senza limiti di tempo a favore dei condannati. La straordinarietà di questo mezzo di impugnazione è giustificata dalla tassatività dei casi in cui lo si può azionare, stabiliti dall’articolo 630 del nostro Codice di procedura penale. Attualmente ci troviamo di fronte a due sentenze che non convergono».

Meredith Kercher, Raffaele Sollecito, Amanda Knox, Rudy Guede e Patrick Lumumba
Meredith Kercher, Raffaele Sollecito, Amanda Knox, Rudy Guede e Patrick Lumumba