Perizia indebolisce difesa di Stasi: “Chiara Poggi uccisa in pochi minuti”

0

“Chiara Poggi fu uccisa in pochi minuti”: la nuova perizia sull’omicidio di Garlasco (Pavia) del 13 agosto del 2007 riscrive il delitto e indebolisce la difesa di Stasi.

Si tratta di una valutazione importante perché il lasso temporale in cui il fidanzato Alberto Stasi potrebbe aver commesso il delitto prima di tornare a casa è di soli 24 minuti: più l’aggressione fu rapida, più l’ipotesi può risultare verosimile.

Alberto Stasi
Alberto Stasi

Non solo. A sfavore di Stasi arrivano anche gli esami sulle tracce di sangue lasciate da chi ha scoperto il cadavere di Chiara. “Infinitesimali le possibilità che Stasi, unico imputato per l’assassinio, non pestasse il sangue della vittima”, dicono i professori che hanno eseguito le nuove relazioni tecniche.

“L’aggressione letale a Chiara Poggi, dai primi colpi al momento in cui il corpo fu gettato nella scala, non durò «un tempo considerevole», come avevano ritenuto i periti di primo grado: per il nuovo collegio di esperti era «sufficiente un tempo assai breve» per produrre la pozza di sangue trovata nel punto in cui l’assassino di avventò su di lei, che può essersi formata in meno di 3 minuti”,

spiega Claudio Bressani sulla Stampa.

I periti hanno calcolato le probabilità per Stasi di aprire la porta della cantina e scendere due gradini fino a vedere il corpo di Chiara senza pestare sangue. E le probabilità sono quasi zero.

C’è poi il tappetino dell’auto: in quattro esperimenti sono state deposte delle gocce di sangue su delle piastrelle, lasciate seccare per quattro ore e mezza e pestate con scarpe simili a quelle indossate da Stasi quel giorno. Dopo aver percorso 15 metri chi le indossava si è seduto di fronte a un tappetino: in tutti i casi lo ha macchiato di sangue.