Omicidio Silvia Gobbato: Garbino aveva studiato il piano per ucciderla

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Sono state presentate le motivazioni della sentenza pronunciata il 1 aprile, che ha condannato l’uomo a 18 anni.

Il gup del tribunale di Trieste, Laura Barresi, ha motivato la sentenza di condanna a 18 anni di reclusione pronunciata il primo aprile scorso nei confronti di Nicola Garbino, 36enne studente fuoricorso di Zugliano (Pozzuolo), imputato per l’omicidio di Silvia Gobbato, la ragazza di 28 anni, praticante avvocato di San Michele al Tagliamento, brutalmente uccisa lungo l’Ippovia del Parco del Cormor il 17 settembre 2013 all’ora di pranzo mentre stava correndo.

“L’azione era stata realizzata con coscienza e volontà, dopo un piano ideato, studiato nei particolari, provato nel corso dei sopralluoghi, programmato con attenzione da un criminale maldestro, inabile e inesperto, ma pienamente imputabile”. Queste, in sintesi, le parole di Barresi che ha spiegato in 40 pagine, depositate nei giorni scorsi, le ragioni della sentenza di condanna nei confronti dell’uomo.

Il giudice ripercorre il delitto, la scoperta – senza margine di dubbio – del suo autore in Garbino e analizza la personalità dell’imputato e il suo passato di sofferenza, una cornice entro la quale si è consumato il dramma e sulla base della quale il giudice ha ritenuto di concedergli le attenuanti generiche.