Omicidio Sarah Scazzi, per Corte di Cassazione, Sabrina Misseri è una: “fredda pianificatrice”

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Sabrina Misseri non merita sconti di pena per le “modalità commissive del delitto” e per la “fredda pianificazione d’una strategia finalizzata, attraverso comportamenti spregiudicati, obliqui e fuorvianti, al conseguimento dell’impunità”: è quanto scrive la Corte di Cassazione nei motivi di conferma della condanna all’ergastolo nei confronti della cugina di Sarah Scazzi, la ragazzina di Avetrana (Taranto) uccisa il 6 agosto del 2010.

Sabrina, continua la Corte, “strumentalizzando i media” deviò le investigazioni come “astuto e freddo motore propulsivo” verso “piste fasulle”. A fronte di questi comportamenti, scrivono i supremi giudici nelle quasi 200 pagine di motivazioni depositate oggi e relative all’udienza svoltasi lo scorso 21 febbraio, Sabrina non ha “meritevolezza” per la concessione delle attenuanti generiche richieste dai suoi difensori.

Lo sconto di pena è stato negato dalla Cassazione anche a Cosima Serrano, madre di Sabrina e condannata ugualmente all’ergastolo, dato che, essendo una adulta matura, invece di intervenire a placare “l’aspro contrasto sorto” tra Sabina e Sarah, “si era resa direttamente protagonista del sequestro della giovane nipote partecipando, poi, materialmente alla fase commissiva del delitto”, scrivono i giudici.

Sarah, ricorda ancora la Suprema Corte, venne strangolata da Sabrina e Cosima con “concorso sinergico” tra le due: l’una ponendo “in essere la specifica azione di soffocamento da dietro della vittima” e l’altra inibendole “ogni tentativo di difendersi e ogni chance di fuga”. Anche Cosima, aveva messo in atto “una serie di depistaggi per conseguire l’impunità per sé e sua figlia Sabrina”. Tutti questi comportamenti rendono “impossibile” gli sconti di pena.