Omicidio Meredith: procura verso la richiesta di ergastolo, i Kercher saranno in Italia per il verdetto a gennaio

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Meredith Kercher
Meredith Kercher

Il sostituto procuratore generale di Firenze Alessandro Crini potrebbe chiedere la condanna all’ergastolo per Amanda Knox e Raffaele Sollecito durante la sua requisitoria di domani.

Il magistrato infatti, in virtù di una aggravante collegata alla condanna per calunnia di Amanda Knox, potrebbe procedere alla richiesta della pena più alta per i due ex fidanzati, condannati e poi assolti per l’omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher.

La difesa di Amanda Knox aveva fatto ricorso contro la condanna per la calunnia – quando la Knox aveva accusato Patrick Lumumba dell’omicidio -, ma la Corte di Cassazione lo aveva rigettato, facendo passare in giudicato quella condanna, che per alcuni potrebbe essere aggravata dal fatto di essere stata commessa per sottrarsi alle proprie responsabilità in merito all’omicidio. Amanda Knox e Raffaele Sollecito in primo grado a Perugia vennero condannati a 26 e 25 anni di reclusione perché vennero concesse loro le attenuanti generiche, che potrebbero non essere nuovamente sollecitate in questo caso.

Dopo la procura, martedì sarà la volta delle parti civili: l’avvocato Carlo Pacelli parlerà per conto di Patrick Lumumba, e poi a seguire darà la volta dei tre legali della famiglia Kercher, Francesco Maresca, Serena Perna e Vieri Fabiani. La famiglia della vittima non sarà presente per queste udienze, ma ha annunciato che verrà invece a Firenze per la sentenza che verrà emessa il 10 gennaio prossimo.

Intanto, ci saranno altre due udienze a ridosso del periodo natalizio, in cui le difese dei due imputati tenteranno di convincere la Corte d’Assise d’Appello di Firenze ad assolvere nuovamente i due imputati, che si sono sempre dichiarati innocenti ed estranei al barbaro delitto di Meredith Kercher. Ci aveva già provato Raffaele Sollecito nella scorsa udienza davanti ai giudici: ”Mi hanno descritto come un assassino spietato – aveva detto – ma io non sono nulla di tutto questo. Sto battagliando tutti i giorni per la verità”.

In aula Sollecito aveva parlato anche di Amanda, che invece ha scelto di non prendere parte al nuovo processo: ”Amanda è stata il mio primo vero amore, un fiore sbocciato all’improvviso. Era una piccola favola”. E sulla sua vita precedente all’omicidio aveva detto: ”Non mi è mai piaciuto l’alcool e non andavo alle feste, anche se mi sono fatto qualche spinello, questo non ha cambiato la mia personalità”.

”Non auguro a nessuno di vivere ciò che ho vissuto io – aveva aggiunto – La mia vita di prima è stata cancellata. Ora battaglio ogni giorno per la verità su tutta questa vicenda”. Non è chiaro se sarà presente alle prossime udienze o se attenderà il verdetto da qualche altra parte.

Durante la precedente udienza del sei novembre, davanti ai giudici avevano deposto anche gli esperti del Ris che hanno analizzato la traccia ‘I’ repertata sulla lama del coltello ritenuta arma del delitto dall’accusa ed attribuita ad Amanda Knox. La traccia ‘I’ era stata isolata dai periti della Corte d’Asssie d’Appello di Perugia sulla lama del coltello sequestrato a casa di Sollecito, su cui, oltre alla traccia attribuita senza contestazioni alla Knox e a quella attribuita- con forti contestazioni da parte delle difese – alla vittima, proprio in prossimità della traccia che hanno analizzato i Ris.

I risultati delle analisi sulla lama del coltello hanno inoltre dimostrato la presenza di ”scarsissimo Dna genomico rilevabile molto probabilmente derivante da uno o più soggetti femminili. Le analisi – scrivevano gli esperti del Ris nella perizia – portano ad escludere che materiale genetico di Meredith Susanna Cara Kercher sia presente nella traccia ‘I”’. La stessa considerazione gli esperti la fanno per le comparazioni con i Dna di Rudy Hermann Guede e Raffaele Sollecito.

Il fatto che il Dna sia di Amanda ha già aperto due fronti interpretativi: quello dell’accusa, che indica nella Knox l’esecutrice materiale del delitto, trovando un’ulteriore conferma nella presenza del suo Dna su quel punto della lama quasi attaccato all’impugnatura, e quello delle difese, che leggono invece nella presenza del Dna della Knox su quel coltello sequestrato in casa di Sollecito un normale uso in cucina.