Omicidio Elena Ceste, per il Tribunale del Riesame non fu premeditato

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Il Tribunale ha confermato il carcare per il marito Michele Buoninconti, escludendo però la premeditazione. Secondo gli avvocati «ora la sua posizione si alleggerisce»

L’omicidio di Elena Ceste non fu premeditato. Lo sostiene il Tribunale del Riesame, che nel confermare il carcere per il marito, Michele Buoninconti, ha però escluso la premeditazione. Secondo i giudici del riesame, si sarebbe quindi trattato di un delitto d’impeto.

Gli avvocati di Michele Buoninconti
«Aspettiamo di leggere le motivazioni del Tribunale del Riesame ma, se i giudici hanno escluso la premeditazione, la posizione di Michele Buoninconti si alleggerisce». Lo afferma all’ANSA l’avvocato Alberto Masoero, che con la collega Chiara Girola assiste l’uomo accusato di avere ucciso la moglie, Elena Ceste, e di averne occultato il cadavere.

Michele Buoninconti era stato arrestato nei giorni scorsi per l’omicidio della moglie Elena Ceste, scomparsa un anno fa da Costigliole d’Asti e ritrovata morta nove mesi dopo a circa 800 metri da casa. L’uomo, che si è sempre dichiarato innocente, è indagato per omicidio volontario e occultamento di cadavere.

Michele Buoninconti, tribunale del riesame, uxoricidio non fu premeditato
Michele Buoninconti, tribunale del riesame, uxoricidio non fu premeditato