Omicidio Benetti, respinte tutte le eccezioni: si torna in aula il 15 gennaio

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Dalle 9.30 alle 16 la Corte di Assise si è occupata soltanto delle eccezioni sollevate dall’avvocato Bruno Leporatti che assiste Antonino Bilella.

Eccezioni che hanno riguardato in prima istanza la composizione dell’Assise e la nullità dell’udienza preliminare. Tutte respinte dai giudici perché infondate. Pochi minuti dopo le 16, quindi, il presidente della Corte Giovanni Puliatti ha dato il via alle formalità che riguardano l’inizio del dibattimento. Cioè l’ingresso nel merito del procedimento a carico di Bilella, accusato di avere ucciso Francesca Benetti, proprietaria della tenuta dove l’imputato viveva, e poi di averne distrutto il cadavere. I fatti sono stati raccontati sommariamente ma con già alcuni dettagli dal sostituto Marco Nassi.

“La scomparsa della Benetti – ha esordito il magistrato – è dovuta a un fatto di sangue. I rapporti sono nati per lavoro e nel giro di qualche mese si sono trasformati e poi degenerati. Bilella cominciò a maturare un interesse fisico nei confronti della donna, con proposte amorose, offerte di fiori, regali fino agli approcci fisici. La molestò in più occasioni. Di fronte al rifiuto scontato della donna sono cominciati i pedinamenti e le continue telefonate. Da qui il risentimento maturato dall’uomo e di contro la decisione della Benetti di mandarlo via, perché non curava bene la tenuta”.

Il magistrato ha poi focalizzato come sarebbe avvenuto l’omicidio. “Sono state trovate numerose e piccole macchie di sangue evidenziate dal luminol nell’appartamento in uso alla vittima – ha spiegato Nassi -, non visibili se non a un occhio esperto, dato l’evidente tentativo di lavaggio. Sangue che apparteneva alla Benetti. Mentre due macchie del sangue della donna sono state rilevate nell’auto dell’imputato. Peraltro – ha concluso il magistrato – dimostreremo come Bilella non fosse nuovo a simili comportamenti. In Piemonte, molti anni fa, importunò una ragazzina di 13 anni seguendola, pedinandola e molestandola quando la incontrava per le scale. E falsificò la firma del suo proprietario di casa, trovato morto nel 1978, in un documento per la cessione di un appartamento”.

“Dimostreremo – ha invece dichiarato l’avvocato difensore Leporatti, come si tratti di un processo indiziario, e come le deposizione e le argomentazione dei testimoni che sono state sentite in fase di indagine abbiano subito un incremento di particolari man mano che il quadro probatorio si indirizzava verso Bilella. Peraltro esistevano altre persone che avevano rapporti non amichevoli con la Benetti. E i fatti di Torino vengono ricordati soltanto per suggestionare. Peraltro i dati scientifici sono frutto di contaminazione e di cattiva interpretazione”.

Il processo è iniziato, a quanto pare, e il 15 gennaio, prossima udienza, la battaglia si concentrerà sull’ammissibilità delle prove.