Omicidio Ashley Olsen, la Cassazione conferma condanna a 30 anni per Cheik Diaw

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La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a 30 anni di reclusione per Cheik Diaw, il giovane nigeriano accusato di aver ucciso a Firenze, l’8 gennaio 2016, Ashley Olsen, americana di 35 anni.

Ashley Olsen
Ashley Olsen

La vittima venne strangolata nel suo appartamento in Borgo Santo Spirito, nel centro storico di Firenze. La donna viveva da due anni a Firenze dove suo padre insegna in una delle università del capoluogo toscano. I supremi giudici hanno così confermato il verdetto emesso dalla Corte di assise di appello di Firenze il 10 gennaio 2018.

La Cassazione ha respinto, giudicandolo inammissibile, il ricorso della difesa del senegalese Diaw, confermando così nei suoi confronti la condanna in appello a 30 anni di reclusione per omicidio volontario.

Cheik Diaw pertanto resta in carcere. Attualmente il senegalese è detenuto nel penitenziario di San Gimignano (Siena). I suoi difensori avevano basato il ricorso su due aspetti principali, cioè la mancata perizia per stabilire l’esatto orario della morte e la richiesta di annullamento dell’aggravante della inferiorità fisica di Ashley Olsen rispetto al suo assassino. Ma la Cassazione non ha ammesso il ricorso.

Cheik Diaw era stato condannato a 30 anni per l’omicidio di Ashley Olsen sia in corte di assise il 22 dicembre 2016, sia in appello il 10 gennaio 2018. Di fatto, la pena non è mai mutata nei vari gradi di giudizio e stasera la Cassazione ha confermato l’esito dell’intero iter processuale relativo a questa vicenda.