Milano: spara alla compagna che lo ospitava in casa per l’isolamento coronavirus e si costituisce

0

E’ accaduto la scorsa notte a Trucazzano, vittima Alessandra Cità, una donna di 47 anni uccisa dall’uomo con cui aveva una relazione da 9 anni.

Ha sparato alla sua compagna con un fucile a pompa, un colpo secco alla testa. E poco dopo, intorno alle due di notte, si è presentato dai carabinieri. Che, corsi a casa della donna, l’hanno trovata già morta, distesa sul letto. È avvenuto la scorsa notte ad Albignano, una frazione di Truccazzano, in provincia di Milano. La vittima è Alessandra Cità, una donna di 47 anni, tranviera di Atm sulla linea 27. L’omicida è Antonio Vena, suo coetaneo e come lei nativo di un paese della Sicilia, operaio nel settore della meccanica con precedenti penali, con cui aveva una relazione da 9 anni. L’uomo ha confessato subito, “L’ho uccisa io”.

Ai militari guidati dal capitano Giuseppe Verde è apparso molto lucido, a loro ha raccontato di essere geloso di lei, un pensiero che nell’ultimo periodo era diventato ossessivo. Ieri notte, al culmine di un litigio, ha preso il fucile e ha sparato alla compagna. I due avevano una relazione a distanza da 9 anni. L’uomo, che ha un figlio ventenne da una precedente relazione, lavorava a Bressanone, in provincia di Bolzano e di solito in questi anni raggiungeva la villetta schiera della compagna tutti i venerdì per passare insieme il weekend e poi ritornare a casa sua. Da circa due settimane la donna aveva accettato di ospitare il compagno a casa sua per via dell’isolamento imposto dal coronavirus. Secondo i militari è possibile che la convivenza forzata dell’ultimo periodo possa aver contribuito a scatenare la violenza dell’uomo sulla compagna, con la quale era abituato a vedersi saltuariamente.

Non risultano denunce sporte dalla donna o segnalazioni di violenze pregresse. Il fucile a pompa calibro 12 è stato ritrovato in casa, ora sotto sequestro: la donna aveva un regolare porto d’armi ma è possibile che l’arma fosse nelle disponibilità del compagno. L’uomo si trova ancora in caserma, è stato interrogato dal pm Giovanni Tarzia, assistito dal suo avvocato d’ufficio. Per ora è accusato di omicidio, senza aggravanti: andrà accertato se l’omicidio era stato meditato da tempo.