Michele Buoninconti eredita parte della casa di proprietà di Elena Ceste

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«Michele Buoninconti ha ereditato, in base alle norme di legge, dalla moglie Elena Ceste, una parte della casa di Costigliole, in comproprietà con i figli, un terzo della proprietà»

Così è confermato dal suo avvocato di fiducia, Enrico Scolari dello studio Benni di Ivrea. Condannato per ora solo in primo grado per l’omicidio di Elena, nonostante avesse annunciato mesi fa di rinunciare alla successione, ha voluto egualmente entrare in possesso della quota, condivisa con i figli. Precisa Scolari: «Il mio assistito, una volta conclusi i processi, è pronto a rinunciare, proprio a favore dei figli, all’eredità della moglie scomparsa. E manterrà la promessa fatta a suo tempo».

Sarebbe anche deciso a pagare mensilmente una somma (600 euro) per aiutare i tutori, gli anziani nonni materni, a sostenere le spese necessarie a far vivere ancora meglio i quattro ragazzi, tutti minorenni. C’è stato però un black out di alcuni mesi (da gennaio), in cui non gli sarebbe stato possibile inviare i soldi a causa del conto bloccato, ma solo a marzo, dalla banca. Ma ora si apre anche un problema morale di non poco conto, sollevato da una proposta di legge che dovrebbe essere votata dal Parlamento entro breve. Cioè l’immediato decadimento del ruolo di erede del coniuge ucciso dal marito o anche dalla moglie. Vanessa Mele, il cui padre uccise la madre e poi ottenne la pensione grazie alla reversibilità, di questo concetto ne ha fatto una battaglia civile, in nome della «indegnità a succedere», per ottenere una norma semplice: non dovrebbe essere necessario nessun giudice, nessuna causa civile (come vuole adesso la legge) ma, di fronte a una condanna definitiva scatterebbe l’immediata esclusione dell’assassino dall’asse ereditario.