Massimo Giuseppe Bossetti, prove: dna, intercettazioni e le due contraddizioni

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Massimo Giuseppe Bossetti
Massimo Giuseppe Bossetti

Un’intercettazione decisiva sarebbe stata quella nell’abitazione di Ester Arzuffi. Il primo è il fatto che per tornare dal cantiere di Palazzago alla casa di Mapello allungasse il tragitto di venti minuti pur di passare davanti alla palestra di Mapello, il secondo è la contraddizione in cui cade quando gli viene chiesto della sua frequentazione del centro estetico di via Sorte a Brembate.

Le prove decisive (finora) contro Massimo Giuseppe Bossetti: intercettazioni, cimici e le contraddizioni nell’interrogatorio. Il Messaggero ricostruisce i passaggi fondamentali nelle indagini che hanno portato al fermo di Bossetti, accusato di aver ucciso Yara Gambirasio.

Innanzitutto, spiega la Guasco, c’è la prova del dna fatta nei confronti della madre di Bossetti:

Un’intercettazione decisiva sarebbe stata quella nell’abitazione di Ester Arzuffi, sottoposta al prelievo di dna il 27 luglio 2012. Come si legge nell’ordinanza del gip Ezia Maccora, «dalla comparazione del profilo genetico di costei con quello del soggetto di sesso maschile definito Ignoto 1 emergeva la sostanziale certezza del rapporto di maternità naturale tra i due soggetti».

La relazione allegata agli atti, datata 13 luglio 2013, rileva che «la comparazione del profilo genetico del soggetto di sesso maschile definito Ignoto I con quello del soggetto di sesso femminile identificato come “206-446 Arzuffi Ester mito 321” ha mostrato per tutti i 21 marcatori autasomici analizzati la sistematica condivisione di una caratteristica genetica (allele)». Ciò significa che la signora Arzuffi ha una probabilità del 99,999% di essere la madre naturale dell’uomo il cui dna è stato trovato sul corpo di Yara.

Dopo questo esame, Bossetti viene messo sotto osservazione:

Così domenica scorsa a Massimo Bossetti, «residente a Mapello, in una zona compatibile con l’area di commissione del delitto, di professione muratore», viene prelevato con uno stratagemma un campione di saliva e nella notte tra il 15 e il 16 giugno gli esperti accertano la sovrapponibilità del suo dna con quello di Ignoto 1. Ma da venerdì a lunedì pomeriggio tutta la famiglia è messa sotto stretta osservazione, a cominciare da Ester subito sottoposta a intercettazione in casa. Questo perché dalle sue conversazioni gli investigatori volevamo capire se avesse confidato al figlio che il vero padre era l’autista di Gorno Guerinoni, morto nel 1999, e verificare se Massimo Giuseppe avesse la consapevolezza di essere Ignoto 1.

Altro elemento che gioca contro l’uomo, le contraddizioni in cui sarebbe caduto durante l’interrogatorio:

Il primo è il fatto che per tornare dal cantiere di Palazzago alla casa di Mapello allungasse il tragitto di venti minuti pur di passare davanti alla palestra di Mapello, il secondo è la contraddizione in cui cade quando gli viene chiesto della sua frequentazione del centro estetico di via Sorte a Brembate, a 150 metri dalla villetta dei Gambirasio. «Ci sono andato qualche volta, tanto tempo fa», afferma. Non è vero: la titolare ha riferito che Bossetti era un assiduo frequentatore di ”Oltreoceano”, dove si recava almeno due volte alla settimana.