Martina Rossi morta a Maiorca accertamenti su salma riesumata

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Martina Rossi
Martina Rossi

I medici legali vogliono verificare se esistono tracce biologiche sul cadavere o sui vestiti di Martina Rossi morta 4 anni fa a Palma di Maiorca. Due ragazzi sono indagati per la morte della ragazza genovese.

Prelievi biologici sono stati effettuati a Pisa sul cadavere riesumato di Martina Rossi, la ragazza genovese deceduta nell’agosto del 2010 a Palma di Maiorca precipitando dal balcone della camera di albergo di un gruppo di ragazzi aretini.

La procura ha indagato due dei quattro ragazzi di Arezzo per morte in seguito ad altro reato. La procura ha disposto accertamenti medico-legali al fine di verificare se vi siano tracce biologiche dei due indagati sulla salma della vittima.

Gli stessi accertamenti saranno effettuati sui vestiti che la giovane indossava il giorno della morte. La polizia spagnola chiuse il caso come suicidio. Fu la procura di Genova a riaprire il caso su pressione dei genitori della vittima passando poi il fascicolo alla procura di Arezzo dove abitano i ragazzi indagati.

Martina era nata a Genova, suo padre è Bruno Rossi, ex sindacalista del porto; sua madre è Franca, faceva l’architetto, prima di scegliere di andare in pensione e trasferirsi ad Imperia. Martina era figlia unica, amatissima quanto desiderata: è nata quando Bruno Rossi aveva circa cinquant’anni e la moglie sei o sette di meno. E non è retorica, dire che vivevano per quella ragazza.

Martina studiava a Milano, architettura all’Accademia di Brera, dopo il liceo classico al “Colombo” di Genova. E da Milano, Martina Rossi è partita in aereo per una vacanza a Palma di Maiorca. Non era sola, ha viaggiato con due amiche. Si erano sistemate all’hotel di Cala Mayora Minorca. Le tre ragazze fecero amicizia con altri quattro giovani che avevano una stanza esattamente sopra la loro, al quarto piano dell’albergo.

Poi il giallo. Sono le 7 e cinque minuti del mattino, quando uno dei giovani racconta di essersi svegliato e di averla vista un attimo prima che volasse di sotto. E’ morta subito, Martina. Un incidente, ribadisce la polizia spagnola che non ordina neppure l’autopsia.

Ma la magistratura italiana la pensa dversamente. Per quell’episodio sono indagati due ventunenni di Arezzo, Alessandro Albertoni e Luca Vanneschi, che avevano conosciuto la vittima in Spagna, poche ore prima della sua morte.

Secondo il sostituto procuratore genovese Biagio Mazzeo i giovani avrebbero tentato di violentare la ragazza e lei, cercando di fuggire dal balcone della sua stanza a uno attiguo, è precipitata dal sesto piano.

Ai ragazzi vengono contestati anche i reati di omicidio colposo e morte in conseguenza di altro delitto. Due altri giovani toscani devono invece rispondere di falsa testimonianza.

Il segnale della magistratura è considerato importante dal legale della famiglia Rossi, Stefano Savi. “Anche se è trascorso molto tempo – spiega – è un passo avanti che potrebbe aiutarci a fare chiarezza. Ipoteticamente si potrebbero trovare tracce di materiale organico, potremmo capire se la ragazza ha tentato di difendersi, insomma fare luce su quello che è accaduto quella notte”.