Mario Biondo non si è ucciso, lo dicono i giudici Italiani!

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“Nostro figlio Mario non si è ucciso. I giudici spagnoli hanno archiviato l’inchiesta sostenendo che si sia trattato di un suicidio, ma noi siamo convinti che Mario, in realtà, sia stato ammazzato perché aveva scoperto qualcosa che i suoi assassini volevano tenere nascosto.

E allora, per dimostrare a tutto il mondo la verità sulla morte di nostro figlio, siamo finalmente riusciti a far riaprire le indagini qui in Italia, a Palermo. Il primo passo sarà la riesumazione della salma di Mario: un’operazione dolorosa, ma che ci aiuterà a chiarire tanti dubbi che gli investigatori spagnoli non hanno mai risolto”.

A parlare a “Giallo” sono Santina e Pippo Biondo, 52 e 57 anni, la mamma e il papà di Mario Biondo, il cameraman palermitano di 31 anni trovato morto lo scorso maggio nel suo appartamento di Madrid, in Spagna. Mario, come ricorderete, era sposato con la bella conduttrice televisiva Raquel Sanchez Silva, 40 anni, una delle presentatrici dell’edizione spagnola de L ’Isola dei Famosi.

Il cadavere del giovane marito è stato trovato appeso con una sciarpa alla libreria di casa. Ma la posizione in cui è stato trovato il corpo e la mancanza di una frattura all’osso del collo, secondo i genitori, dimostrerebbero che il suicidio di Mario sia in realtà una messa in scena. Per questo motivo la mamma e il papà di Mario hanno lottato per mesi insieme con gli altri due figli, Emanuela e Andrea, nella speranza che le indagini venissero riaperte. E adesso che i giudici italiani hanno deciso di lavorare al caso, i due genitori sono determinati ad andare avanti. Per provare a capire meglio, abbiamo raggiunto la mamma e il papà di Mario nella loro casa di Palermo.

«RIVOGLIAMO LE COSE DI MARIO» Ad aprirci la porta è la mamma, Santina Biondo. Ci sediamo in cucina: in una grossa fotografia incorniciata, Mario sorride abbracciato alla madre. Da pochi giorni la famiglia è riuscita a rientrare in possesso di alcune delle cose appartenute al cameraman. Ma anche in questo caso non è stato semplice. Dicono i genitori: «Poco dopo la morte di Mario, nostro figlio Andrea aveva provato a chiamare Raquel per chiederle di spedirgli la macchina fotografica di suo fratello. Lei, però, aveva risposto dicendo che avrebbe venduto tutte le cose di suo marito per riavere indietro i soldi spesi per il suo funerale. Noi allora le abbiamo offerto la stessa somma, pur di conservare i ricordi di nostro figlio. Così, qualche giorno dopo, ci ha inviato un elenco con tutti gli oggetti di Mario e il relativo prezzo». Il rapporto tra la famiglia Biondo e la presentatrice spagnola, a questo punto, si è incrinato definitivamente: «Nostro figlio Andrea ha scritto pubblicamente su internet che per avere indietro le cose di suo fratello avrebbe dovuto pagarle. I giornalisti spagnoli, dopo aver letto questa frase, hanno scritto sui giornali che Raquel Sanchez Silva era diventata la presentatrice più odiata della Spagna. Articoli che evidentemente l’hanno preoccupata, al punto da convincerla a dichiarare ai giornali di voler rinunciare all’eredità. Così abbiamo potuto recuperare alcune delle cose di Mario, ma non tutto. Siamo però tornati in possesso del suo computer, che speriamo possa essere utile alle indagini».

«GUARDATE NEL SUO COMPUTER» I giudici di Palermo, infatti, nel riaprire l’inchiesta hanno chiesto alla famiglia Biondo di poter visionare proprio quel computer nella speranza di riuscire a recuperare eventuali dati e documenti cancellati. Dicono Santina e Pippo Biondo: «Noi, naturalmente, abbiamo provato ad accendere il computer di Mario. E quello che abbiamo notato è che nostro figlio, poco prima di morire, aveva fatto delle ricerche su internet. Questo ci induce a pensare che Mario possa aver ottenuto qualche informazione proprio quella notte e che tramite quelle ricerche possa aver trovato conferma di qualche suo sospetto». Poi la mamma, in un misto di rabbia e commozione, aggiunge: «Quando siamo stati a casa sua a Madrid, poco dopo la sua morte, ho notato, nascosto sotto la tastiera del computer, un foglio che Raquel si era affrettata a strapparmi di mano per farlo scomparire. Su quel foglio Mario aveva appuntato a penna un indirizzo internet, che purtroppo non ho fatto in tempo a leggere. Cosa nascondeva quell’indirizzo? Speriamo che adesso i giudici italiani, magari attraverso l’analisi del telefono di Mario, riescano a scoprire la verità. Quello che più ci addolora sono le continue bugie che sua moglie Raquel ci ha detto dal giorno della morte del marito. Ha cambiato versione tantissime volte e non capiamo proprio il perché. O meglio, oggi un’idea ce la siamo fatta, ma preferiamo al momento tenercela per noi».

«MARIO NON SI ERA DROGATO» Ma ce un’altra novità: in questi giorni la famiglia Biondo è riuscita ad avere i risultati ufficiali delle analisi tossicologiche fatte sul cadavere del cameraman. In base a questi documenti, Mario avrebbe assunto cocaina un’ora e mezzo prima di morire. Dicono i genitori: «Questa è l’ennesima bugia. Quando siamo andati a Madrid siamo stati ricevuti dal giudice, al quale abbiamo chiesto se per caso Mario avesse fatto uso di droghe o alcol. E in questo il giudice era stato chiaro: non sono state rinvenute né tracce di alcol, né tantomeno di droga. Inoltre ci sono tanti amici di Mario che sono pronti a confermare che mai e poi mai nostro figlio avrebbe fatto uso di queste sostanze» Prima di salutarci, Santina e Pippo Biondo, uniti all’altro figlio, Andrea, ci accompagnano nella vecchia camera di Mario, rimasta intatta da quando il cameraman aveva deciso di trasferirsi in Spagna. E con lo sguardo fisso sulle fotografie e i giocattoli del figlio, concludono:

«Ci chiediamo perché tutta questa vicenda sia stata archiviata come suicidio dopo appena un mese e mezzo dalla morte. Senza che nessuno di noi sia stato sentito. Senza Mario la nostra vita non è più la stessa, vogliamo sapere cos e successo davvero».