Mario Biondo non si è suicidato: Procura dà ragione alla famiglia

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Un’altra spallata, forse quella definitiva, alla pista del suicidio nelle indagini sulla morte di Mario Biondo, il cameraman palermitano trovato impiccato nella sua abitazione a Madrid, il 30 maggio del 2013. La Procura generale di Palermo ha avocato a sé il caso e se ne occuperà adesso il Procuratore generale Roberto Scarpinato, intenzionato a vederci chiaro nell’inquietante vicenda della tragica sorte di Biondo.

La decisione della Procura di Palermo, di fatto, accoglie la richiesta della famiglia di Mario Biondo che non ha mai creduto alla tesi del suicidio e, dunque, non ha mai avuto dubbi sul fatto che Mario sia stato barbaramente ucciso e che successivamente sia avvenuta una messa in scena per depistare la verità. E’ una morte, d’altronde, assurda ed inspiegabile quella di Mario Biondo, una vita davanti e una carriera in ascesa. Si era sposato il 22 giugno 2012 a Taormina con la showgirl spagnola Raquel Sanchez Silva, lei conduceva il reality Supervivientes ed il cameraman del programma era proprio Mario. Le nozze al Palazzo dei Duchi di Santo Stefano furono considerate e viste da tutti come il matrimonio dell’anno, un successo che venne ammirato e applaudito anche da turisti e passanti. Poi la tragedia, il ritrovamento del corpo di Mario nell’appartamento in cui viveva a Calle Magdalena e un’indagine subito chiusa dalle Autorità spagnole come suicidio.

In terra iberica il caso è stato così archiviato il 16 luglio 2013. Dall’ottobre 2013 è entrata in scena anche la Procura di Palermo, con un fascicolo che si stava avviando anche in questo caso verso l’archiviazione e con indagini a cura dei Pm Calogero Ferrara e Claudio Camilleri, che non hanno portato ad una svolta. “Ai nostri avvocati Carmelita Morreale e Fabio Falcone – spiega adesso la signora Santina, madre di Mario Biondo –, è stato notificato il decreto con il quale viene disposta l’Avocazione delle indagini inizialmente affidate ai Pm Calogero Ferrara e Claudio Camilleri presso la Procura della Repubblica di Palermo e che invece a seguito dell’accoglimento dell’istanza avanzata nel nostro interesse le indagini verranno condotte dalla Procura Generale presso la Corte d’Appello di Palermo. In pratica la nostra richiesta di avocazione delle indagini ai Pm è stata accolta. Quindi il fascicolo dell’omicidio di Mario Biondo è stato preso in carico dalla stessa Procura Generale, la quale ha riconosciuto che “Ricorrono tutti i presupposti, di fatto e di diritto, per esercitare il potere di avocazione al fine di garantire la completezza delle indagini preliminari e l’obbligatorietà dell’azione penale anche a tutela delle persone offese. Stavamo aspettando questa notizia e finalmente è arrivata”.

“Nel caso in esame ricorrono tutti i presupposti, di fatto e di diritto, per esercitare il potere di avocazione, al fine di garantire la completezza delle indagini preliminari e l’obbligatorietà dell’azione penale”. Questa la conclusione a firma del procuratore generale Roberto Scarpinato e del sostituto Domenico Gozzo, che hanno accolto la richiesta di avocazione presentata il 5 aprile 2017 dai familiari di Mario Biondo.

“Siamo di fronte ad un suicidio impossibile, immaginate una persona di 80 kg che prova a strattonare per soffocarsi con una pashmina di seta. E poi c’è un solco profondissimo al collo”, ha ribadito mamma Santina. “La nostra lotta è suffragata da prove certe che confermano l’omicidio e per questo viviamo nella speranza di arrivare alla verità”, ha ribadito la madre di Mario Biondo.

E adesso potrebbero riaccendersi i riflettori sulla posizione della vedova, Raquel Sanchez Silva. La donna aveva dichiarato di essere partita in auto già il 29 maggio – nelle ore cioè precedenti la morte di Mario Biondo – per Plasençia per accompagnare uno zio, il giorno dopo, in ospedale dove questo parente si sarebbe sottoposto a un intervento chirurgico. Lo stesso zio però la smentisce e afferma di averla incontrata solo la mattina del giorno dopo, il 30, chiarendo di essersi sottoposto a una visita, non a un’operazione. Qualcuno, inoltre, ha effettuato una misteriosa richiesta di cambio della password dell’account Apple del Macbook di Mario Biondo. Chi si nascondeva dietro quell’operazione informatica e cosa cercava nel computer di Mario Biondo? E’ forse lì la chiave del mistero? Si nasconde nel pc di Mario il movente di questa inquietante vicenda?

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