Maddie McCann, procuratore tedesco: “Pensiamo che sia morta”

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Il sospettato numero uno è un tedesco attualmente detenuto per un episodio di stupro. Avrebbe confessato a un amico “di sapere tutto” sul caso della bimba scomparsa in Portogallo nel 2007.

Pensiamo che Maddie McCann sia morta”.

Lo ha detto il procuratore tedesco che sta indagando sull’ultima pista nel caso della bambina inglese scomparsa in Portogallo nel 2007, quando aveva tre anni. Ha un nome intanto il sospettato numero uno nel caso della scomparsa della piccola. Si chiama Christian Brueckner, ha 43 anni, e sta scontando una pena di 7 anni di prigione per aver violentato una turista americana in Algarve nel 2005.

Gli sviluppi di queste ore fanno sperare alla famiglia inglese della bimba scomparsa 13 anni fa, che la vicenda possa essere prossima a una conclusione, per quanto drammatica. “L’Ufficio del procuratore di Braunschweig sta indagando sul 43enne tedesco per omicidio. Da questo si capisce che noi riteniamo che la bambina sia morta”, ha detto il procuratore di Stato di Braunschweig Hans Christian Wolters.

Secondo quanto scrive il “Daily Mail”, Brueckner, pregiudicato tedesco, con precedenti per abusi su minori e attualmente in carcere, ha raccontato a un amico “di sapere tutto” sulla scomparsa della bambina. L’uomo è indagato dalla procura tedesca per l’uccisione della bambina, che per le autorità tedesche è morta. I detective britannici indagano ancora il caso come “persona scomparsa”.

Durante una serata a base di alcolici Brueckner ha confessato all’amico di sapere i dettagli del caso in occasione del decimo anniversario della sparizione di Madeleine, tre anni, avvenuta il 3 maggio del 2007 a Praia da Luz, in Portogallo. Il 43enne tedesco, che è in prigione per una condanna per stupro ai danni di una turista americana di 72 anni, violenza avvenuta nel 2005 sempre in Algarve, ha parlato del caso dopo aver visto la foto di Maddie in tv in un pub. L’uomo che ha riferito l’accaduto alla polizia ha raccontato che Brueckner subito dopo l’apparente confessione gli ha mostrato un video in cui violentava una donna. Subito dopo il testimone ha informato la polizia e da qui è scaturita la pista che ha collegato il 43enne al caso di Maddie, per cui oggi è il sospettato numero uno.