Imane Laloua, uccisa e fatta a pezzi. Sue le ossa trovate nel 2006 a Prato. La pista della setta satanica

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Sono di Imane Laloua, la ragazza scomparsa a Prato nel 2003, le ossa ritrovate nel 2006 in alcuni sacchi gettati in un boschetto dell’A1, dopo il casello di Barberino di Mugello. Lo ha stabilito l’esame del dna. Gli omeri dello scheletro erano legati con uno spago e per questo si ipotizza che l’omicidio possa rientrare nell’ambito delle sette sataniche.

Ora la procura di Firenze chiede che chiunque sa qualcosa e del motivo per cui fu uccisa, aiuti le indagini. Il pm Giuseppina Mione indaga per omicidio volontario e occultamento di cadavere.

La mamma della ragazza, Zoubida Chakir, ha lasciato un messaggio su Facebook:

“Voglio però ricordarti com’eri. Pensare che ancora vivi. Voglio pensare che come allora mi ascolti, che come allora sorridi”.

Imane Laloua, di nazionalità marocchina, aveva 22 anni e lavorava negli alberghi di Montecatini Terme dove viveva con la madre.

Qui la madre la vide per l’ultima volta dopo un litigio scoppiato perché la donna non voleva che la figlia raggiungesse il marito a Prato.

E come racconta il Tirreno: Un paio di mesi dopo, quando la madre andò a cercarla a Prato, il marito disse di non saperne niente e Zoubida capì che era successo qualcosa di grave. Presentò denuncia di scomparsa alla polizia, ma all’epoca non c’erano elementi per sospettare che non si trattasse di uno dei tanti allontanamenti volontari”.