Ilaria Boemi morta per droga, arrestate tre ragazze

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Ilaria Boemi, 16 anni, era stata trovata senza vita sul lungomare di Messina il 10 agosto scorso. Ad ucciderla, probabilmente, una pasticca di ecstasy.

La polizia ha arrestato tre ragazze, due minorenni ed una appena maggiorenne, coinvolte nella morte di Ilaria Boemi, la sedicenne trovata morta sulla spiaggia del Ringo a Messina nell’agosto scorso, stroncata da una dose di droga, probabilmente una pasticca di ecstasy forse calibrata male. Un’altra ragazza è stata arrestata per spaccio: avrebbe venduto o ceduto droga a Ilaria altre volte.

Le due ragazze che avrebbero dato l’ecstasy a Ilaria sono accusate di cessione di droga e di aver provocato la morte della sedicenne in seguito ad altro delitto. Una terza ragazza è accusata di aver spacciato droga alla giovane in altre occasioni. L’indagata maggiorenne è ai domiciliari le altre due in comunità per minori. A fare luce sulle ultime ore di vita della ragazza sono stati i due giovani che erano con lei, nel momento in cui ha perso i sensi ed è poi spirata. Secondo la loro testimonianza furono le due ragazze a vendere la dose di “Mdma”, la droga sintetica che ha provocato la morte per arresto cardiocircolatorio.

La Repubblica scriveva la scorsa estate, ricostruendo la dinamica dalle testimonianze degli amici della vittima:

“Alle 22.30 di domenica Ilaria Boemi si è allontanata dagli amici che non avevano voglia di sballo. Due ore dopo il suo corpo senza vita, la bava bianca alla bocca, era riverso sulla spiaggia di uno dei lidi del lungomare, abbandonato precipitosamente da due giovani, un maschio e una femmina, che dopo essere arrivati lì sorreggendo la ragazza barcollante, hanno chiesto aiuto ad un uomo che passava in bicicletta fuggendo poi mentre arrivava l’ambulanza. È morta così Ilaria, forse uccisa dall’ecstasy che qualcuno le aveva procurato o da un micidiale cocktail di alcol e droga. Un’altra morte assurda, la terza in pochi giorni, dopo i casi di Riccione e Santa Cesarea Terme. L’hanno trovata senza documenti, senza soldi, senza borsa, e senza quel cellulare che, per tutta la notte, la madre, Mihaela Ilie, 45enne romena, inserviente presso il Policlinico, aveva tentato invano di raggiungere preoccupata dal mancato rientro di quella figlia ribelle e trasgressiva con la quale aveva litigato poco prima che uscisse, dandole alla fine quei 20 euro che forse le sono serviti per acquistare la pasticca fatale”.