Greta e Vanessa ai pm: “Non sappiamo nulla del riscatto”

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“Non sappiamo nulla del riscatto”

Così Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, le due cooperanti rapite in Siria e liberate giovedì pomeriggio, hanno risposto al procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e ai sostituti Sergio Colaiocco e Francesco Scavo che le hanno ascoltate per oltre quattro ore in una caserma dei Carabinieri del Ros. Sul rapimento i magistrati avevano aperto un’inchiesta per sequestro di persona con finalità di terrorismo. I verbali sono stati secretati.

Secondo il racconto delle due giovani, sono stati 5 mesi difficili, ma fortunatamente senza violenze. I loro carcerieri erano sempre a volto coperto ma non le hanno mai minacciate di morte.

Sono state tenute in più prigioni nella zona Nord della Siria. Trattate duramente, come prigioniere, ma con livelli di criticità tollerabili e, comunque, non ai livelli di quelli subiti da altri italiani sequestrati in zone di guerra come la Libia.

Nessuna notizia di Padre Dall’Oglio, l’altro italiano rapito nello stesso paese a luglio 2013.