Donna uccisa a Santa Maria Capua Vetere, arrestato il figlio di Antonietta Afieri

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Un solo colpo al torace sparato da una pistola 7,65.  Muore così Annamaria Sales, 53 anni, uccisa alle 2,30 della scorsa notte, mentre era a casa sua, una modesta abitazione ubicata in via Giannotti, non lontano dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere.

A premere il grilletto dell’arma, detenuta illegalmente, è stato Niko Merola, 22 anni, figlio di Antonietta Afieri, trovata a sua volta senza vita  e con il cranio fracassato il 3 settembre del 2013, nei pressi della stazione ferroviaria, in una zona solitamente frequentata da prostitute. Ci sarebbe proprio questa vicenda all’origine del gesto che ha portato in carcere Niko Merola. Una storia di precarietà, povertà e marginalità a fare da sfondo al delitto. Una storia che è passata anche per la trasmissione televisiva “Chi l’ha visto?“, perché  per alcuni mesi  la mamma sembrava scomparsa nel nulla, fino a quando  un ragazzino non ha trovato per caso in un prato abbandonato i resti di una persona.

Il giovane si è presentato una prima volta a casa di Annamaria Sales, al piano rialzato di via Giannotti, forse in uno stato di alterazione provocato dall’assunzione di alcol o droga, per chiedere lumi sulla morte della madre. Ma la donna non gli ha aperto la porta di casa.

“Poco prima della mezzanotte ho sentito un trambusto  –  racconta una vicina di casa  –  pensavo fosse qualcuno che passasse  e urlava. Sono stati attimi. Poi è tornata la calma calmo e così non ho dato peso alla cosa. A notte inoltrata uno sparò mi ha fatto sobbalzare dal letto. Mi sono affacciata dal balcone e ho sentito delle grida disperate”.

Niko Merola è ritornato fuori l’abitazione di Annamaria Sales verso le 2,30: “Voglio sapere com’è morta mia madre  – continuava a ripetere urlando –  Tu lo sai, devi dirmelo”. Ma neppure questa volta la donna ha aperto. Quando sembrava che il giovane si fosse calmato e ha chiesto di poter accendere una sigaretta, Annamaria Sales gli ha aperto la finestra. Ma la discussione è inevitabilmente ripresa e i toni sono ritornati accesi per poi sfociare  in una lite, al culmine della quale Niko Merola ha estratto una pistola  7,65 e ha sparato un solo colpo. Ha mirato al torace, uccidendola davanti alla figlia di 21 anni, Carmen Capasso, che  ha assistito a tutta la scena.

Prima di fuggire, il giovane assassino si è rivolto ragazza e le ha detto: “Io non ho più mia madre e ora anche tu sei senza madre”. In un attimo molte luci dello stabile di due piani si sono accese. Alcuni coinquilini si sono affacciati dal balcone perché la figlia di Annamaria urlava chiedendo aiuto. “Non capivo cosa stesse succedendo  –  dice un’altra vicina di casa  –  ho compreso solo che era qualcosa di grave. Ho svegliato mio marito. Poi sono arrivati carabinieri e polizia”

A chiamare i carabinieri è’ stata Carmen, la figlia della vittima. Sul posto sono arrivati anche gli agenti del commissariato di Polizia, allertati, probabilmente da qualche vicino di casa.

Non ci è voluto molto a mettere assieme quello che era successo Carmen ha raccontato tutto quello che aveva visto.

Niko Merola è stato arrestato poco dopo. Si era rifugiato a casa del padre con il quale non convive. L’uomo ha avvertito i Carabinieri che, insieme agli agenti del Commissariato di Santa Maria Capua Vetere e della Squadra Mobile della Questura di Caserta, l’hanno fermato con l’accusa di omicidio e porto abusivo d’arma da fuoco.