Delitto Melania Rea, la difesa di Parolisi chiede due nuove perizie su impronte e sangue

0

“In un processo indiziario come questo nessuno mai può dire che non c’è altro da rivedere”

Melania Rea e Salvatore Parolisi
Melania Rea e Salvatore Parolisi

Su questo principio che si basa il ricorso in appello presentato ai giudici de L’Aquila dai legali di Salvatore Parolisi, il caporalmaggiore scelto condannato all’ergastolo in primo grado il 26 ottobre 2012 dal Gup di Teramo Marina Tommolini per l’omicidio della moglie Melania Rea.

Gli avvocati Walter Biscotti e Nicodemo Gentile, nelle 260 pagine depositate presso la cancelleria del tribunale abruzzese, chiedono alla Corte d’Assise “un’analisi disincantata, saggia e moderata dei fatti”.

Ma il caso Rea non ha mai fatto mancare i colpi di scena. Ieri mattina, infatti, gli avvocati di Salvatore Parolisi hanno presentato una ulteriore memoria difensiva nella quale chiedono nuove perizie.

La prima riguarda due impronte trovate sulle assi del Chiosco della Pineta a Ripe di Civitella non distanti dal corpo senza vita di Melania Rea. La seconda richiesta di perizia che trova spazio nelle 16 pagine della nuova memoria depositata ieri a L’Aquila, riguarda invece i segni prodotti da un oggetto insanguinato sulle gambe della vittima.