Cadavere del marito in casa per sei mesi, la moglie: “Aspettavo che risorgesse”

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Ha tenuto il cadavere del marito in casa per sei mesi aspettando “che risorgesse”.

Del resto lui stesso aveva atteso per mesi che Dio lo guarisse dall’infezione al piede che aveva contratto a causa del diabete. Ma nessuno è intervenuto. E lui è  morto. Il suo corpo, però, è rimasto per sei mesi nel letto matrimoniale in cui, da vivo, dormiva con la moglie.

Kaling Wald, 50 anni, di Hamilton (Canada) non si è mai arresa di fronte alla morte del marito Peter, padre dei suoi cinque figli. Così quando quel giorno è arrivato lo ha avvolto in due coperte, gli ha messo un berretto in testa e si è messa ad invocare la clemenza divina. Non prima, però, di aver sigillato tutte le prese d’aria per mascherare l’odore del corpo. Poi ha chiuso la porta della stanza al primo piano della villetta in cui abita e ha aspettato che risorgesse.

Quando il cadavere è stato trovato dagli investigatori era in avanzato stato di decomposizione, tanto che è stato difficile identificarlo. Anche perché nel frattempo l’odore aveva attirato i topi.

Durante il processo il procuratore ha ammesso che la signora Wald non aveva intenti criminali. Così ha avuto una sospensione condizionale della pena ed è stata messa in libertà vigilata per 18 mesi. Il giudice le ha anche ordinato di farsi curare da uno psicologo.