Andrea Loris Stival, le tre piste dei pm: il cacciatore, il 15enne, l’amico di famiglia

0

Tre le piste aperte e seguite dai pm che indagano sulla tragica morte di Andrea Loris Stival, il bambino di 8 anni trovato morto in un canalone a Santa Croce di Camerina in provincia di Ragusa.

La prima pista mette in gioco lo stesso pensionato con la passione della caccia che sabato pomeriggio ha ritrovato il corpicino di Andrea, Orazio Fidone.

L’uomo, interrogato, ha sostenuto di avere chiamato i carabinieri prima del casuale passaggio di una volante della polizia insospettita dalla sua Suzuki ferma sul ciglio del canalone ehttp://www.cronacanera.org/wp-content/uploads/2014/12/Andrea-Loris-Stival-nella-foto-anche-la-mamma.jpg, in effetti, la telefonata al 112 risulta proprio alle 16.54 di sabato.

Nella seconda pista compare un quindicenne o comunque “un ragazzo più grande” che in altre occasioni, come testimoniato dai compagni di scuola di Loris, si sarebbe allontanato con il ragazzino. Per questo nelle registrazioni delle telecamere di videosorveglianza si cercano tracce anche di uno scooter.

La terza pista porta a una persona che per il bambino doveva essere “familiare”: un soggetto che avrebbe avuto occasioni di incontro con il piccolo perché, in ordine, conoscente, amico o parente di genitori, nonni, zii. A questa ipotesi si è arrivati dopo lo sfogo, anche se poi smentito, del padre: “Questa volta l’ammazzo”.

Poi c’è una testimonianza chiave, quella di una signora che il giorno della scomparsa, sabato mattina ha visto Loris da solo alle 8.40, dieci minuti dopo essere stato lasciato nei pressi della scuola dalla madre. “Mi trovavo a cinque minuti dalla scuola e ho visto quel bambino da solo, lo zaino blu in spalla, camminare sul marciapiede. Incuriosita perché era l’unico ragazzino per strada, gli ho chiesto se avesse bisogno di aiuto. “No, non ho bisogno di niente”, mi ha risposto. E si è allontanato in direzione opposta a quella della scuola. Pensavo che stesse raggiungendo i genitori, non mi sono preoccupata…”

Per ora si procede senza indagati con le accuse di sequestro di persona e omicidio volontario. Un indizio macabro e rilevante sta nel fatto che il bimbo sia stato trovato senza slip, i pantaloncini un po’ scivolati, senza cintura. Ma i medici impegnati nell’autopsia, pur escludendo una violenza subita dal bambino sabato, arrivano ipotesi sulla possibilità di abusi precedenti.