Andrea Loris Stival, il padre Davide: “Non riconosco più Veronica Panarello”

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“Davide Stival vive un distacco tra quello che dicono i giudici e quella che è la sua esperienza di vita con la moglie, Veronica Panarello. Nei termini in cui viene descritta non riesce a riconoscerla”

Queste le parole di Daniele Scrofani, avvocato del padre di Loris, il piccolo ucciso a Santa Croce Camerina lo scorso 29 novembre. Per l’omicidio del piccolo Loris è accusata la madre, Veronica Panarello. E intanto il tribunale del Riesame ha rigettato “le debolezze dell’ordinanza” avanzate dal legale di Veronica Panarello.

Per i giudici Veronica Panarello, è l’Ansa a riportare parte dell’ordinanza, ha agito “con agghiacciante indifferenza, da lucidissima assassina” con la “sconcertante glacialità nell’ordire la simulazione di un rapimento a scopo sessuale”, una “impressionante determinazione nel liberarsi del cadavere del figlio, scaraventandolo nel canalone” per “lucidamente occultare le prove del crimine”.

Un delitto, si legge nelle motivazioni citate dall’Ansa, è “verosimilmente propiziato da un capriccio di Loris che, sconvolgendo i piani di Veronica Panarello, vuole rimanere con la mamma, incuriosito dal suo look esteticamente curato” per andare a un corso di cucina al castello di Donnafugata. E in quel momento che nasce la “discussione” tra madre e figlio che, secondo i giudici, fa scaturire l’omicidio.

Il Tribunale ritiene che la donna “esasperata per il comportamento del figlio rientra a casa e, in preda a un’incontenibile impulsiva furia aggressiva, abbia soppresso il bambino”, stringendogli al collo un cappio con le fascette che aveva a portata di mano e poi “legandogli i polsi, verosimilmente per simulare un omicidio a sfondo sessuale con sevizie, ad opera di un estraneo”.